domenica 29 settembre 2013

ACQUA GYM






La ginnastica in acqua oggi è una realtà nel mondo; tutti ne conoscono l’esistenza, ma come veramente sia nata e perché, pochi lo sanno. Bisogna andare indietro negli anni per risalirne alle origini.
AcquaGym - Eleonora Vallone L’acqua come terapia era di moda fin dai tempi degli antichi Greci come degli antichi Romani, degli Assiri Babilonesi come degli Egiziani, etc .
Tuttavia il movimento ginnico in acqua è della nostra epoca, anche perché deriva dall’esperienza di diversi esercizi atletici praticati durante le varie epoche; però non nasce per uno scopo competitivo, come tutti gli Sport ma per esigenze diverse e a posteriori.
È difficile stabilire chi è stato il primo, ma da una ricerca approfondita, si è riusciti ad individuare chi ha dato una vera e propria consistenza e denominazione precisa, chi ci ha creduto contro tutti (in quell’epoca), come messaggio di salute, più che di una gara, e quindi ha avuto l’intuito di farne con dignità una disciplina acquatica, in primo tempo per uso personale come esigenza motoria (quindi, non di business), poi come divulgazione e coinvolgimento del pubblico attraverso la sua personale testimonianza e poi insegnamento; dunque è stata l’attrice Eleonora Vallone, che dopo un gravissimo incidente, nel 1984, ha trovato in acqua la soluzione ai suoi problemi, sia fisici che psicologici, inventando una serie di esercizi (oltre 2000) che ha brevettato col nome di GymNuoto (in Italia) e GymSwim (all’Estero) , con lo speciale attrezzo galleggiante “Il Triangolo”, e la pubblicazione di diversi Libri. Ovviamente nessuno sapeva cosa potesse essere.
AcquaGym - Esercizio in VascaIn seguito, la stessa pioniera, ha formato la prima Scuola per diventare Insegnanti di questa disciplina acquatica, formando i primi ISTRUTTORI di Ginnastica in acqua, acquagym con sede a Roma. E poi ha insegnato il metodo in tutta Italia con grande successo e poi anche con la FIN Spagnola a Barcellona, con pubblicazioni e conferenze.
Quindi un made in Italy da esportazione.
In seguito, la stessa pioniera, ha formato la prima Scuola per diventare Insegnanti di questa disciplina acquatica, formando i primi ISTRUTTORI di Ginnastica in acqua, acquagym con sede a Roma. E poi ha insegnato il metodo in tutta Italia con grande successo e poi anche con la FIN Spagnola a Barcellona, con pubblicazioni e conferenze.
Quindi un made in Italy da esportazione.
Siamo arrivati circa a metà degli anni Novanta e dall’America arrivano i primi segnali di stanchezza derivanti dal grande successo che aveva ottenuto l’aerobica” di Jane Fonda, sport che aveva avuto il merito di aggregare la gente con persone di qualsiasi età, ma anche chi non aveva mai praticato sport.




AcquaGym - Esercizio in Piscina
Si radunavano, gruppi, magari per divertimento, per socializzare, dimagrire o per vanità, senza uno scopo competitivo (come tutte le discipline esistenti allora); ma questa moda, con il passare del tempo, aveva iniziato a causare danni al corpo di molti praticanti così differenziati, talvolta irreversibili, quali compressione vertebrale, discopatie, ernie, problemi circolatori, cartilaginei ed ossei, distorsioni, tachicardie, etc. Il tutto derivava dall’alto impatto dell’esercizio e dalla scarsa preparazione ed improvvisazione che la gente entusiasta aveva avuto, pur di imitare, iniziando a praticare questo sport molto superficialmente.
A questo punto i medici e gli insegnanti americani (in seguito i brasiliani etc), hanno capito che bisognava correre ai ripari addolcendo “l’impatto” a terra: come? Semplice, portando tutti gli esercizi di aerobica in acqua; il livello però non doveva superare quello dell’ombelico (o quasi) per dar modo di eseguire le stesse mossette di una lezione di “aerobica”, senza necessità di saper nuotare.
Ecco allora l’Aquagym o l’Aquaerobic.
La difficoltà in quel tempo era di trovare piscine con l’acqua bassa; in un primo periodo è stata fatta praticare nelle piscine per bambini, utilizzando anche il loro attrezzo ludico: il tubo colorato galleggiante.
In seguito si sono costruite apposite piscine, con il livello dell’acqua basso ed altre attrezzature; ci sono poi stati tanti seguaci.
È importante stabilire la differenza basilare di queste due principali correnti di pensiero che sono diverse per concetto di base ed evoluzione nelle varie derivazioni:
il GymSwim/GymNuoto-Acquagym nasce prima ed in acqua , comprende molteplici posizioni (oltre 2000 esercizi complessivi di tutto il metodo), suddivisi in 6 livelli, che si praticano anche dove non si tocca o addirittura subacquei, (infatti è anche riconosciuta dalla C.M.A.S, fondazione Internazionale di J.Cousteau) oltre a quelli aerobici o anaerobici dove invece si tocca, (il livello ottimale dell’acqua arriva a coprire il petto).
Il corpo assume posizioni armoniose che derivano anche da altri sport, come la danza , la boxe, la corsa, savate, etc. l’assetto preferito in tutte le direzioni con nuovi stili di nuoto, come l’elica-nora, o rana del carcerato, con le braccia sempre -o quasi- immerse),si impara a nuotare; la musica è variabile. I tempi di esecuzioni sono vari.
Si ha un grande senso di libertà perché non si fa nulla di quello che si fa sulla terra e non si è costretti da nulla. Viene utilizzato esclusivamente un attrezzo: il TRIANGOLO, per migliorare la postura a qualsiasi età. Si cura molto la respirazione con Training autogeno.
L’Aquagym americana, invece nasce dopo e a terra: è indispensabile toccare, e si rimane in posizione verticale per eseguire ricopiando gli esercizi di “aerobica”, con le braccia fuori dall’acqua e con gli stessi ritmi; si può praticare senza saper nuotare; il ritmo è frenetico, la musica alta da discoteca. L’attrezzatura è varia, poco impegnativa.. Questa AcquaGym verrà in seguito copiata dalle varie scuole nate come funghi in Italia e all’estero come l’aerobica di Jane Fonda.





mercoledì 25 settembre 2013

ACQUA STEP







L’acquastep, o hydrostep, è una delle tante discipline che rientrano nell’ambito dell’acquafitness (o fitness acquatico) e rappresenta l’unione di acquagym e step e, di conseguenza, dei benefici di entrambi. L’allenamento in acqua può essere praticato esclusivamente con lo step o alternato a quello con altri attrezzi. Le lezioni durano all’incirca un’ora, si svolgono in gruppo e a tempo di musica. E’ prevista, esattemente come avviene con lo step tradizionale, l’esecuzione di una coreografia che occupa la fase centrale della sessione di allenamento.


Le lezioni di acqua step sono infatti sono suddivise in tre fasi: la prima è quella di riscaldamento in cui vengono eseguiti esercizi a corpo libero cui si aggiungono i movimenti che andranno a costituire la coreografia ma ad un’intensità più bassa. La seconda fase (che dura circa trenta minuti) è quella che vede l’esecuzione senza soste della coreografia vera e propria. Si conclude con la fase di defaticamento: stretching e automassaggio aiuteranno la frequenza cardiaca e la temperatura corporea ad adeguarsi al termine dell’allenamento.


Quali sono i benefici dell’acquastep?
L’allenamento coinvolge praticamente tutta la muscolatura. Glutei, gambe, muscoli dorsali e addominali lavorano tutti a pieno ritmo. Il coinvolgimento dei muscoli dorsali e addominali, in particolare, è costante poichè la loro attivazione è fondamentale per il mantenimento di una postura corretta.


martedì 24 settembre 2013

acqua BPM













ACQUA BPM TRAINING
 è il primo programma codificato al mondo che utilizza le variazioni di velocità della musica come strumento di allenamento applicando velocità e ritmo in maniera finalizzata. I brani musicali vengono selezionati non casualmente ma creati e remixati in modo specifico in funzione del tipo di allenamento che si vuole conseguire.
Questo programma è stato concepito con l'obiettivo di  soddisfare le principali esigenze che spingono le persone a frequentare i corsi in piscina: dimagrire e migliorare la forma fisica. Dopo un'attenta analisi dei principi dell'allenamento in acqua e lo studio della fisiologia dei sistemi energetici, si arriverà a scoprire come le variazioni di velocità della musica possano essere un significatico metodo di allenamento per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

lunedì 23 settembre 2013

aqua aerobic










In estate, quando il caldo diventa insopportabile, è quasi una scelta obbligata, ma anche in inverno si rivela una scelta vincente. Stiamo parlando dell’aerobica in acqua, ossia quel mix di esercizi da praticare immersi in una piscina. I vantaggi sono tanti, e chi inizia a praticarla, magari per gioco, poi difficilmente l’abbandona.
Tanto per cominciare si lavora molto, ma la fatica risulta notevolmente attenuata dall’acqua: paradossalmente, i muscoli lavorano di più ma si affaticano di meno, e già questo è un bel punto a favore di questo sport; inoltre, lo sport acquatico favorisce il progressivo allungamento dei muscoli, mentre gli stessi esercizi praticati fuori dall’acqua favoriscono l’ingrossamento dei muscoli. Va da sé che specialmente per una donna è da prediligere l’allungamento muscolare, per sfoggiare gambe flessuose e in generale una silhouette aggraziata. 
Inoltre, con l’aerobica in acqua si suda, ma il rimanere immersi in piscina consente una costante refrigerazione del corpo, cosa che ovviamente non avviene in palestra. Spesso poi gli istruttori concludono le sessioni di lavoro con qualche minuto di balli latini in acqua, il che aumenta il divertimento e lo spirito di gruppo, favorendo la condivisione di un momento dedicato al proprio {#benessere} fisico.

Le sessioni di aerobica in acqua durano in genere 30-35 minuti perché sono piuttosto intensive: l’esercizio di sottofondo è la corsa, cui si uniscono progressivamente esercizi per le braccia (con appositi pesi di gommapiuma) e per allenare tutte le fasce muscolari. Ampio spazio è dedicato anche ai glutei, chiodo fisso delle donne: l’aerobica in acqua aiuta a mantenerli sodi e sollevati. 
Altro vantaggio di questo tipo di esercizio è il profondo senso di rilassamento che si avverte quando si esce dalla piscina: per questo motivo molte persone scelgono di dedicarsi a quest’attività nelle ore serali, favorendo così un buon sonno e un profondo effetto antistress.
Una variante dell’aerobica è l’acquaflex: serie di esercizi studiata appositamente per le future mamme, ma adatta anche a chi desidera allenarsi in modo intenso ma anche estremamente rilassante. Sono infatti esercizi dolci, con gruppi di poche persone e con il sottofondo di musica gradevole. Molti centri sportivi sono attrezzati anche con vasche per l’idromassaggio, dove cullarsi prima di una doccia rinvigorente




martedì 17 settembre 2013

aqua tonic

Acqua tonic




Acqua e fitness, due elementi che trovano la giusta combinazione in numerose discipline praticabili in piscina, per un benessere notevolmente superiore a quello che può offrire un esercizio identico sulla terraferma. Più volte ci siamo occupati dell’argomento, ma ci troviamo di fronte ad un numero così vasto di variazioni sul tema che vale la pena continuare nel percorso, proponendo la conoscenza di discipline delle quali i più ignorano l’esistenza.

Avete mai sentito parlare, ad esempio, dell’Acqua Tonic? Qualcuno sorriderà pensando alla bevanda da gustare al bar nelle calde giornate d’estate ed ignorando che lo stesso nome fa riferimento ad un particolare tipo di Acquafitness.


Di cosa di tratta? L’Acqua Tonic, come dovrebbe suggerire il nome, è uno sport acquatico che mira a tonificare la muscolatura di tutto il corpo, servendosi di attrezzi specifici. Quali?



Per praticare l’Acqua Tonic occorre uno step per tonificare i muscoli delle gambe e dei glutei, i classici tubi da Acquafitness per lavorare su braccia, spalle, addominali e dorsali, ed un giubbotto di galleggiamento per eseguire gli esercizi in piena libertà.



lunedì 16 settembre 2013

la fit boxe






La fitboxe (o aerobica "boxata") rientra nelle discipline di "combat fitness" ed è un'attività aerobica in cui al ritmo di musica si associano tecniche provenienti da attività quali boxe, kick-boxing e altre Arti Marziali. La disciplina consiste in una serie di colpi (pugni, calci, gomitate e parate) da dare ad un sacco che non è più appeso al soffitto, ma mobile e poggiato su una base pesante.


I vantaggi della fitboxe sono tanti:


il dispendio energetico è molto elevato: non ci sono momenti di pausa, si è sempre in movimento saltellando sul posto;
è una delle discipline che migliora sensibilmente il sistema cardio-circolatorio;
vengono coinvolti tutti i muscoli, che si rassodano e aumentano visibilmente la tonicità, modellando il corpo;
aiuta a scaricare lo stress e la tensione quotidiani;
è molto coinvolgente e divertente;
è un tipo di lezione che permette un miglioramento della tecnica livello dopo livello;

permette l'apprendimento di base delle tecniche di autodifesa. E' un ottimo modo per incanalare le tensioni che si accumulano quotidianamente in un'attività positiva, sia per il corpo che per la mente. Il divertimento è assicurato, ed anche il miglioramento della forma fisica ed il benessere psicologico.

martedì 10 settembre 2013

Timing circuit










Dermo- ipodermo-pannicolo-patia-edemato-fibro-sclerotica. Per gli “amici” PEFS! Uno scioglilingua, un mostro preistorico o, più semplicemente, una patologia? Molto è stato detto riguardo alla cellulite, sicuramente il pericolo pubblico numero uno per tutte le donne; poco, forse, è stato fatto, a livello di attività fisica e allenamento in palestra. Per citare il Bacci, “potremmo paragonare la maggior parte dei trattamenti ad una passata di vernice bianca sopra un muro pieno di umidità; l’aspetto sembrerà migliore, ma il compito resta la bonifica del muro, per farlo essere sano piuttosto che apparire tale”(da “Le Celluliti” Bacci).
Partiamo da una piccola review per ricordare che la cellulite:
- è un’alterazione dell’ipoderma o sottocutaneo, con ipertrofìa ed erniazione dei lobi adiposi che ne costituiscono gran parte del tessuto (da qui la conformazione “a buccia d’arancia”);
- è un’alterazione del derma, con compromissione del microcircolo e dunque della funzionalità dei vasi capillari e linfatici che ne fanno parte (alla palpazione la cute è fredda, indice di stasi linfo-venosa);
- colpisce soprattutto i soggetti sedentari, ma non disdegna gli sportivi, di età compresa tra i 14 e i 30 anni (molteplici le cause e le concause, da fattori genetici a disabitudini alimentari e nello stile di vita);
- la biotipologia più colpita è la donna con habitus ginoide, vale a dire un soggetto brevilineo con silohuette c.d. “a pera” e una distribuzione di grasso localizzata soprattutto a livello di glutei e cosce;
- tra i fattori aggravanti, una scorretta funzionalità del piede e dei suoi cuori periferici, soletta venosa di lejard e triangolo della volta.


Molto spesso un appoggio plantare scorretto e\o l’abituale uso di calzature con tacchi troppo alti inibiscono le strutture deputate ad attivare la circolazione a livello degli arti inferiori; – sempre tra i fattori aggravanti, una respirazione non corretta. Infatti sedentarietà e vizi posturali (il soggetto ginoide è spesso correlato ad atteggiamento cifotico, con “chiusura” delle spalle) causano retrazioni del diaframma, principale muscolo respiratorio, diminuendo l’efficienza del sistema respiratorio e limitando l’apporto di ossigeno in tutto l’organismo.


La prima domanda da porsi
Quali sono gli obiettivi per un’attività fisica idonea?
1. Tono muscolare: attivazione di tipo nervoso, ovvero un messaggio elettrico a bassissima intensità sempre presente nel muscolo anche a riposo. Scopo: incrementare il metabolismo basale, la risposta nervosa e di conseguenza, il reclutamento di fibre muscolari.

2. Tonificazione muscolare: per riattivare i meccanismi di pompa muscolare e la funzionalità delle catene cinematiche del nostro apparato locomotore. In particolare, il lavoro sul volume del muscolo gluteo, in una cellulite allo stadio iniziale, contrasterà il cedimento del tessuto miofasciale che lo ricopre e dunque la formazione della classica “buccia d’arancia”.